By / 1st marzo, 2018 / Pescara News / Off

“Il più dolce di qualsiasi cosa dolce”

Sono queste le parole che il poeta Gabriele D’Annunzio sceglie per descrivere il Parrozzo, in una poesia indirizzata a Luigi D’amico il quale ad ogni ricorrenza lo omaggiava della sua creazione.

La storia racconta che…

Era il 1919 quando il pasticcere Luigi D’amico si lascia ispirare da una ricetta contadina abruzzese e sforna un nuovo dolce: il Parrozzo.
In cerca di approvazione Luigi D’amico decide di deliziare l’amico Poeta della sua nuova creazione facendo leva sulla nostalgia che D’Annunzio, ormai lontano da casa, provava per la sua terra.
Così il pasticcere D’amico invia il suo primo Parrozzo unito ad una lettera che narra quanto segue:

Illustre Maestro questo Parrozzo il Pan rozzo d’Abruzzo vi viene da me offerto con un piccolo nome legato alla vostra e alla mia giovinezza.. Ho voluto unire queste due offerte – il ricordo e il dolce – perché conosco il valore di certi ricordi per l’anima vostra..”

il dolce simbolo di Pescara il parrozzo

La cucina abruzzese era tanto d’ispirazione al poeta quanto consolatoria: anche assaporare un Parrozzo rievocava in D’Annunzio il ricordo di un infanzia vissuta con la madre nella sua tanto amata Pescara.
Il poeta gradì molto il Parrozzo tanto da ringraziare D’amico con questo sonetto dialettale:

È tante ‘bbone stu parrozze nov
che pare na pazzie de San Ciattè,
c’avesse messe a su gran forne tè
la terre lavorata da lu bbove,
la terre grasse e lustre che se coce,
chiù tonne de ‘na provole, a ‘su foche
gientile, e che dovente a poche a poche
chiù ddòce de qualunque cosa doce.
Benedette D’Amiche e San Ciattè…’

” E’ TANTO BUONO QUESTO PARROZZO NUOVO CHE SEMBRA UNA PAZZIA DI SAN CETTEO, CHE ABBIA MESSO IN QUESTO TUO GRAN FORNO LA TERRA LAVORATA DAL BUE LA TERRA GRASSA E LUCENTE CHE SI CUOCE, PIU’ TONDA DI UNA PROVOLA SU QUESTO FUOCO GENTILE, E CHE DIVENTA POCO A POCO PiU’ DOLCE DI QUALUNQUE COSA DOLCE. SIA BENEDETTO D’AMICO E SAN CETTEO”

il dolce simbolo di pescara

 

Quella del Poeta D’Annunzio fu una vera e propria adulazione verso il Parrozzo e contribuì cosi tanto ad accrescerne la fama che un suo scritto ancora oggi è impresso sulla carta della confezione.
In seguito, in virtù del Parrozzo, verrà stampato a Pescara un raro e prezioso opuscolo contente lettere Dannunziane testimoni del rapporto tra il Poeta e il Dolce abruzzese.

L’ispirazione e la ricetta…

Luigi D’amico si ispirò all’antico pane delle mense contadine detto “pan rozzo” e ne rielabora la ricetta: Il colore giallo della farina di mais viene riprodotto dalle uova mentre la bruciacchiatura della crosta diviene finissimo cioccolato fondente.
A base di mandorle e preparato in occasione delle feste natalizie, Il Parrozzo oggi è divenuto il dolce simbolo di Pescara.

il dolce simbolo di Pescara il parrozzo
Per riprodurlo armatevi di farina gialla o farina bianca con fecola, zucchero, mandorle tritate, essenza di mandorla amara, buccia di arancia o buccia di limone, cioccolato fondente.

Il dolce è ottenuto impastando la farina gialla, con uova e mandorle tritate e la buccia di arancia o limone. Si versa l’impasto in uno stampo semisferico preferibilmente di alluminio e lo si cuoce nel forno. A cottura ultimata, quando il dolce è ormai freddo, lo si ricopre con il cioccolato fondente fuso.